I bambini sono grandi: imparare a superare le paure

Tante volte pensiamo che quello che diciamo non venga percepito dai nostri bambini ed invece non è affatto vero!
I bambini sono spugne, incamerano tutto quello che sentono e vedono e lo elaborano dentro di loro manifestandolo quando meno ce lo aspettiamo!

Eccoti un articolo che spiega molto bene come tutto quello che diciamo ai nostri bambini venga “assorbito”, elaborato e manifestato.

Anche semplicemente raccontare una favola può diventare un modo potente e intelligente per insegnare qualcosa ai nostri bimbi.
Ecco il Link ad UN ESEMPIO DI FIABA PER SUPERARE LE PAURE

I bambini hanno spesso paura e ci sono fasi di crescita nelle quali LA PAURA è una costante e anche se sembrano crescere, la subiscono.
A volte basta poco per aiutarli: sicuramente stare loro vicini è importante ma è ancora più importante dare loro un modo, una chiave, per superare DA SOLI la paura.

Una sera, con il mio nipotino, ho fatto così: leggete la favola al link riportato sotto e scoprirete quanto GRANDI sono i bambini e quanto SANNO IMPARARE A cavarsela da soli!

Riferimento LINK DELLA FIABA DEL SORRISO per combattere la paura


, può essere un modo intelligente per insegnare qualcosa di bello ai nostri bimbi.

Il BULLISMO si può sconfiggere!

Gli episodi di #BULLISMO BULLISMO, purtroppo, sono sempre più frequenti e le vittime sempre più fragili.

Viene colpita la loro autostima e non ci si può minimamente immaginare di quali tragiche conseguenze questi atti possono produrre su chi ne è colpito.

L’invito che possiamo fare a chi subisce continuativamente questi soprusi, è quello di NON ISOLARSI ma di rivolgersi a qualche adulto di cui hanno fiducia, un genitore, un amico oppure a qualche ente esterno in grado di sostenerlo e consigliarlo.

A tale proposito, Vi segnaliamo questa pagina di TELEFONO AZZURRO nel quale sia genitori che vittime del BULLISMO, potranno trovare le risposte che cercano.

Non dimenticatelo: IL BULLISMO SI PUO’ SCONFIGGERE!



TELEFONO AZZURRO – Il Bullismo in 5 domande


Il sorriso ha un grande potere terapeutico

Il sorriso ha un grande potere terapeutico.

Non lo dico io, non lo dice 800fiabe, lo dicono i medici che spiegano quanto il recupero della propria forza psichica, possa concorrere fino al 50% alla guarigione.

Fino al 50%!  Così, nei reparti degli ospedali che ospitano i bambini, oltre a curare il corpo, si dovrebbe curare anche l’anima facendo ritornare il sorriso nei volti dei piccoli pazienti!

Un bambino ammalato è pur sempre un bambino e giocando, divertendosi, distogliendosi dal dolore e dall’oppressione delle stanze chiuse di un’ospedale, può recuperare le forze per combattere meglio la sua malattia.

Servono un po’ di attenzione e tanto ascolto, un pizzico di magia, inventare dei giochi ad hoc per loro, un sorriso di speranza.
Tutto questo serve ai genitori e ai piccoli pazienti.

Racconto per mamma e papà: il coraggio di Anna

Un medico mi raccontò, un giorno, che i bambini sono coraggiosi e spesso più pronti ad affrontare le difficoltà della vita.
Anche quelle più gravi.

In reparto, c’era una bimba di otto anni ricoverata.
Anna, era una bambina molto perspicace, pronta a rispondere con arguta intelligenza a qualsiasi domanda e capace di capire ogni cosa, soprattutto ciò che riguardava la sua salute.

I suoi genitori soffrivano moltissimo per la sua malattia e si sentivano impotenti di fronte a questo male che incombeva e che stavano tentando in tutti i modi di debellare.
Lei era la loro bambina; era difficile affrontare la cosa e trovare il coraggio di darle coraggio.

Spesso era lei, Anna, a creare armonia nella stanza di ospedale ridendo e sdrammatizzando per quell’acconciatura così moderna che ora portava. Parlava del suo pallore e si vantava per questa magrezza da “modella”.

I suoi genitori, rifiutavano la sua malattia e non ammettevano che lei fosse gravemente ammalata.

Le dicevano sempre di non preoccuparsi, che non era niente, che presto sarebbe andato tutto a posto, che non era grave…
Minimizzavano e Anna non capiva perchè.

 

Un giorno, Anna, chiamò in disparte il Primario dopo una visita e a quattr’occhi gli disse:
“Dottore, può dire lei ai miei genitori, che ho un tumore?”.

 

 

Spesso i bambini sono più grandi di quello che pensiamo, in tutti i sensi…

 

Sogno o son desto?

 

Quando hai un sogno,

piccolo o grande che sia,

descrivilo, vivilo anche da sveglio e fai in modo che si avveri.

 

Se ti accompagna la fiducia e la tenacia, il sogno di avvererà!

 

 

I sogni son desideri di felicità | Nel sonno non hai pensieri | Li esprimi con sincerità | Se hai fede chissà che un giorno | La sorte non ti arriderà | Tu sogna e spera fermamente | Dimentica il presente | E il sogno realtà diverrà!

 

 

L’albero con le radici in su

C’era una volta un grande albero, ma grande grande a tal punto che non si vedeva la fine della sua chioma da quanto alta fosse!

Questo albero aveva una malattia rara che si chiamava iperclorofillite che lo faceva crescere a dismisura ogni giorno di più.

L’aveva piantato un bambino un mese prima nel suo giardino e ora era cresciuto così tanto che i genitori stavano pensando di tagliarlo perché ormai era pericoloso vicino a casa.

Il bambino era triste e non rideva più passando le sue giornate ai piedi di questo immenso albero che temeva sradicassero.

L’albero si sentiva responsabile dell’infelicità del bambino e non sopportava di vederlo così.

Un giorno la grande piante chiese a Dio di trovare una soluzione. La sua mole non poteva ridursi e lui era destinato a crescere man mano che i giorni passavano. Spostarlo avrebbe significato perdere l’amicizia del suo amico… Era un problema difficile ma Dio ebbe un’illuminazione:
“Cosa ne pensi, gli disse, se ti capovolgessi? Se ponessimo le tue radici in alto così da rimanere fisse e la tua chioma in basso sul terreno che potrà crescere senza creare alcun danno, conficcandosi in profondità?”.

Fu così che nacque il Baobab e il bambino tornò a sorridere perché quel Baobab rimase vicino alla casa per sempre.

Amici animali e la dedizione

Avere un amico animale solo tuo, é un grande dono. Poter tenerlo a casa con noi ci dà tanta gioia e ci permette di imparare un amore diverso fatto di amorevolezza e attenzioni costanti. Prendersi cura di un animale insegna. È come l’amore per la rosa del piccolo principe, ha bisogno d’acqua ogni giorno…

La diversità è di questo mondo

La diversità fa paura.
Siamo restii ad accogliere qualcosa che non ri-conosciamo, perchè non lo conosciamo e non sappiamo come sia fatto.

Eppure, in Natura, ogni cosa è diversa l’una dall’altra: non esiste nulla di identico. Persino ciò che ti sembra perfettamente uguale, preso singolarmente, si rivelerà diverso.
E’ la legge delle cose.

Anche un gruppo è composto da persone che hanno caratteristiche simili ma alla fine risulta composto da individui diversi gli uni dagli altri.

Allora perchè dovremmo avere paura di ciò che è “diverso” solo perchè non è consueto?

Perchè dovremmo considerare il “diverso” qualcosa di a-normale se invece è nella natura delle cose che sia diverso?

 

Quando ti accorgerai di qualcuno o di qualcosa che ti risulta “diverso”, pensa che invece è NORMALE.
Tutto acquisirà una luce nuova!

 

 

 

 

 

Hai paura del buio?

Il buio può far paura.
Non siamo gatti e l’assenza di luce incute timore.

E’ una cosa normale che si riscontra molto spesso nei bambini, a volte anche negli adulti.

Il buio però non è così “buio” come sembra.
Le nostre pupille ingrandendosi, si abituano all’assenza di luce e si riesce a scorgere qualcosa.

Abituarsi al buio significa allargare i sensi e percepire le cose senza vederle.

E’ un bella sfida, un gioco che potremmo fare da soli o con i nostri piccoli, per imparare ad accogliere i segnali intorno che spesso ci sfuggono.

E’ un’idea!
Si può cominiciare a giocare nella penombra chiedendo loro di descrivere quello che “sentono” chiudendo gli occhi.  Potremmo pensare di usare degli oggetti, dei profumi, dei suoni, e fare in modo che il bambino capisca cosa stiamo facendo e descriva la scena senza usare gli occhi.
Si sta vicino al piccolo, magari tenendo la mano e poi si arriva a farlo nella totale assenza di luce.

In quel modo il bambino scoprirà come sa “vedere” al buio e che quel buio non è poi così buio!

 

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