Il gigante silenzioso che imparò a parlare in pubblico

Si chiamava Ugo, era un giovane nato adulto, grande e vigoroso nell’aspetto, piccolo e fragilmente desideroso di protezione nella realtà.

Ugo era un gigante bambino che viveva isolato dagli altri. Lui rimaneva sempre in silenzio e non parlava mai con nessuno .Ugo nella sua vita doveva fare i conti con una statura straordinaria che gli creava non pochi problemi:

– In classe avevano dovuto fargli costruire un banco speciale e ci stava da solo,  perchè i suoi compagni non riuscivano neanche ad arrivarci in piedi.

– La scuola aveva fatto fare un bagno solo per lui, aveva alzato il soffitto e molto altro ancora.

– Quando tornavano a casa, i suoi compagni impiegavano almeno un quarto d’ora mentre a lui bastava fare un solo passo per tornare a casa.

Ugo guardava tutti dall’alto in basso ma non poteva fare diversamente! Neanche da seduto raggiungeva l’altezza dei suoi compagni, cosa poteva fare?

Era un gigante Ugo, un gigante silenzioso perchè nessuno voleva avere a che fare con lui.

Ugo ormai ci aveva fatto l’abitudine e così non ne soffriva. Era abituato a stare solo e non si annoiava mai perchè lui di amici ne aveva molti, erano tutti nella sua testa e stavano sempre insieme.
Lui parlava con questi amici in continuazione e si facevano dei discorsetti per niente banali.

A ricreazione, per esempio, mentre i suoi compagni se ne stavano a giocare, lui si rifugiava in un angolo del parco e cominciava ad intratternersi con i suoi amici e si divertiva così.

I bambini suoi compagni, lo guardavano da lontano e lo reputavano un po’ matto.
Francesco, un bambino, più sensibile degli altri, piccino piccino, un giorno decise di avvicinarsi e di parlargli: alzò la testa e, dal basso, gridò “Ugo!, ciao!”
Ugo fu talmente sorpreso che rimase muto per qualche secondo ma poi gli risposte e parlarono a lungo sino a quando la campanella suonò per segnalare il proseguimento della lezione.
Da quel giorno Ugo e Francesco divennero grandi amici e, nonostante la differenza di altezza, furono molto vicini con il cuore.

Francesco fu un esempio per tutti e, da allora, anche gli altri bambini incominciarono a coinvolgere Ugo nei loro giochi e a non vederlo “così diverso” da loro.

Ugo imparò cosa significa l’amicizia vera, quella che non guarda le differenze, che non vede la paura del diverso, quella che è disponibile sempre.
Il gigante silenzioso non fu più silenzioso e, grazie a questa apertura, “da grande” diventò un importante oratore.

 

Fare la cosa giusta, ripaga sempre.
Ciò che appare spaventoso, a volte è meravigliosamente normale.

 

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